Colonnine di ricarica per enti pubblici: come progettare l’installazione

Progettare delle colonnine ricarica enti pubblici richiede di valutare molto più della sola potenza del dispositivo. Posizione degli stalli, numero di utenti, accessibilità, disponibilità elettrica e modalità di gestione incidono sull’effettiva fruibilità del servizio. Una colonnina adatta a un parcheggio di servizio può non essere la scelta corretta per una piazza, un edificio comunale o un parcheggio pubblico ad alta rotazione. Il progetto dovrebbe quindi partire dal contesto e arrivare solo successivamente alla selezione dell’hardware.

Il progetto parte dal fabbisogno reale dell’ente

La prima fase consiste nel capire chi utilizzerà la ricarica e con quale frequenza. Un parcheggio destinato prevalentemente ai dipendenti presenta tempi di permanenza molto diversi da uno vicino a uffici aperti al pubblico, impianti sportivi, biblioteche o altri servizi comunali. Cambia quindi sia il numero di sessioni prevedibili sia la velocità con cui occorre rendere nuovamente disponibile lo stallo. Il dimensionamento dovrebbe partire dal comportamento degli utenti e non dalla ricerca della colonnina con la potenza nominale più elevata.

Anche la distinzione tra postazione riservata a utenti autorizzati e punto realmente accessibile al pubblico è importante. Il Regolamento europeo AFIR considera pubblicamente accessibili anche punti collocati su proprietà pubbliche o private quando sono utilizzabili da un gruppo generale di utenti, mentre un parcheggio riservato esclusivamente a dipendenti o persone determinate segue una logica diversa. Questa distinzione può incidere sulle modalità di accesso, pagamento e pubblicazione delle informazioni. Prima di definire la fornitura è quindi utile stabilire chiaramente chi potrà utilizzare ogni punto di ricarica.

La scelta dell’area deve precedere quella della colonnina

Una stazione efficiente installata nel posto sbagliato può risultare difficile da utilizzare e complicare la gestione del parcheggio. Conviene quindi analizzare ingressi e uscite, sensi di marcia, distanza dal quadro elettrico, percorsi pedonali e possibilità di riservare gli stalli alla ricarica. L’area dovrebbe essere facilmente individuabile senza interferire con le normali manovre dei veicoli. Posizionamento della colonnina e organizzazione dello stallo devono essere progettati come un unico elemento.

Occorre inoltre considerare la possibilità che il numero di punti aumenti nel tempo. Installare una prima colonnina in una zona che non permette di aggiungere altre postazioni può rendere più complessa una futura espansione. Al contrario, predisporre l’area pensando a una crescita modulare permette di sviluppare l’infrastruttura in funzione dell’effettiva domanda. Per un ente pubblico questa valutazione è particolarmente utile perché parcheggi e opere impiantistiche hanno generalmente un orizzonte di utilizzo più lungo rispetto al singolo dispositivo tecnologico.

Accessibilità e fruibilità devono essere progettate insieme allo stallo

La fruibilità non dipende soltanto dalla presenza di uno spazio di sosta sufficientemente ampio. Anche posizione del dispositivo, altezza dell’interfaccia, raggiungibilità dei comandi e maneggevolezza del cavo incidono sull’esperienza dell’utente. Il Regolamento AFIR richiama espressamente l’esigenza di progettare stazioni e aree circostanti affinché risultino utilizzabili dal maggior numero possibile di persone, comprese persone anziane, con mobilità ridotta o con disabilità. L’accessibilità deve quindi essere affrontata già nella scelta dell’area e non aggiunta come correzione successiva.

Questo significa verificare anche la relazione tra posto auto e percorso pedonale. Un cordolo, una barriera, una distanza insufficiente o un cavo che attraversa un percorso possono ridurre la facilità d’uso anche quando la colonnina è tecnicamente adeguata. Segnaletica e illuminazione contribuiscono inoltre a rendere più evidente la funzione dello spazio e più semplice l’utilizzo nelle diverse ore della giornata. Per un ente, progettare correttamente questi elementi significa ragionare sull’intera esperienza della postazione e non soltanto sul dispositivo installato.

Potenza e numero di punti dipendono dai tempi di sosta

La potenza necessaria deve essere letta insieme alla durata prevedibile della permanenza. Nei parcheggi presso uffici o servizi nei quali il veicolo rimane fermo diverse ore, una ricarica in corrente alternata può rispondere a esigenze differenti rispetto a una struttura nella quale gli utenti effettuano soste brevi. Aumentare la potenza senza analizzare i tempi reali può incrementare le esigenze dell’impianto senza produrre un beneficio proporzionato. Tempo disponibile, numero di veicoli e potenza elettrica devono quindi essere valutati contemporaneamente.

La gamma Holity comprende soluzioni che mostrano concretamente questa variabilità, dalle stazioni monofase alle configurazioni trifase, con modelli a parete o da installare al suolo e potenze differenti. Sono presenti anche configurazioni con due prese Tipo 2, sistemi RFID e funzioni di controllo dinamico della potenza. Holity, specialista nelle forniture professionali per enti e spazi collettivi, permette quindi di confrontare la singola colonnina non soltanto per potenza, ma anche per modalità di installazione e gestione. La scelta definitiva deve comunque essere coordinata con la verifica tecnica dell’impianto elettrico disponibile.

Suolo pubblico, segnaletica e connessione elettrica vanno coordinati

Quando l’infrastruttura viene collocata su suolo pubblico, il progetto coinvolge aspetti ulteriori rispetto alla semplice installazione elettrica. L’articolo 57 del decreto-legge 76/2020 disciplina la realizzazione delle infrastrutture di ricarica e richiama espressamente il rispetto delle norme di sicurezza, del Codice della strada, delle regole relative agli stalli e della segnaletica orizzontale e verticale. Prevede inoltre specifiche procedure per l’occupazione del suolo pubblico e per le opere di connessione alla rete. La parte elettrica, quella viabilistica e quella amministrativa devono quindi procedere in modo coordinato.

Lo stesso quadro normativo attribuisce ai Comuni un ruolo nella programmazione dell’installazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture a pubblico accesso. Le amministrazioni possono consentirne la realizzazione e gestione anche a soggetti pubblici o privati mediante procedure coerenti con i principi di trasparenza e non discriminazione. Le modifiche intervenute nel 2025 hanno inoltre rafforzato, a parità di altre condizioni, l’obiettivo di favorire una pluralità di soggetti attivi nella gestione delle infrastrutture comunali. Per questo il progetto tecnico dovrebbe essere sviluppato parallelamente al modello amministrativo e gestionale scelto dall’ente.

I punti accessibili al pubblico richiedono una gestione trasparente

Quando la colonnina è accessibile al pubblico, occorre progettare anche il modo in cui l’utente avvia la sessione. Il Regolamento AFIR prevede la possibilità di effettuare ricariche ad hoc nei punti pubblicamente accessibili, cioè senza obbligare l’utilizzatore a sottoscrivere preventivamente un contratto con il gestore. Per le infrastrutture installate a partire dal 13 aprile 2024 sono inoltre previste specifiche modalità di pagamento elettronico, differenziate anche in funzione della potenza del punto. Il sistema di accesso non può quindi essere considerato un dettaglio da decidere dopo aver acquistato l’hardware.

Anche la trasparenza economica fa parte della progettazione del servizio. Il quadro europeo stabilisce che i prezzi dei punti pubblicamente accessibili debbano essere ragionevoli, trasparenti, chiaramente comparabili e non discriminatori, con specifiche modalità di presentazione del prezzo ad hoc. L’ente deve quindi decidere se la ricarica sarà gratuita, tariffata direttamente oppure affidata a un operatore, verificando che la soluzione tecnologica scelta sia coerente con il modello previsto. La colonnina diventa così l’interfaccia fisica di un servizio più ampio che comprende gestione, accesso e comunicazione all’utente.

Pagamento, controllo e dati incidono sulla scelta della stazione

Una postazione destinata a un utilizzo pubblico può richiedere funzioni molto diverse da una wallbox privata. Identificazione tramite RFID, misurazione dell’energia, collegamento a piattaforme di gestione, monitoraggio dello stato e controllo della potenza diventano caratteristiche rilevanti quando l’ente deve amministrare più utenti o più punti. Non tutte queste funzioni sono necessarie in ogni progetto, ma devono essere definite prima della scelta della macchina. Hardware e software devono essere valutati come componenti dello stesso servizio di ricarica.

AFIR prevede inoltre obblighi relativi alla disponibilità di dati statici e dinamici per i punti accessibili al pubblico, comprendendo informazioni come ubicazione, connettori, potenza, stato operativo, disponibilità e prezzo ad hoc nei casi applicabili. Questo aspetto rende importante il rapporto tra la colonnina e la piattaforma utilizzata dal gestore. Alcune soluzioni Holity integrano già funzionalità come lettori RFID, controllo dinamico della potenza, contatori e connettività, ma la compatibilità con il modello gestionale dell’ente deve essere verificata sul prodotto e sulla configurazione scelti. Holity, punto di riferimento per le attrezzature professionali destinate a strutture pubbliche e private, offre quindi una gamma utile per confrontare diversi livelli di gestione tecnologica.

Installazione esterna e manutenzione influenzano il ciclo di vita

Le colonnine collocate in parcheggi aperti devono essere selezionate considerando esposizione agli agenti atmosferici, urti accidentali e frequenza di utilizzo. Gradi di protezione, robustezza della struttura, accessibilità delle parti destinate alla manutenzione e condizioni operative dichiarate dal produttore sono quindi criteri importanti. Una stazione da esterno deve inoltre essere installata nel rispetto delle indicazioni tecniche specifiche e del progetto elettrico. La durabilità del punto di ricarica dipende dalla combinazione tra caratteristiche del prodotto, posa e manutenzione.

Un esempio della gamma Holity è una colonnina autoportante in acciaio zincato con due prese Tipo 2 da 7 kW, protezione IP54 e IK10 sul corpo, sistema RFID e porta frontale per facilitare gli interventi. Altri modelli prevedono due prese da 11 kW trifase o configurazioni a muro fino a 22 kW. Queste differenze mostrano perché la sola dicitura “colonnina per auto elettriche” non sia sufficiente per una gara o una richiesta di offerta. Materiale, protezioni, numero di prese, fissaggio e accessibilità alla manutenzione devono comparire tra i parametri effettivamente confrontati.

Una buona infrastruttura deve poter crescere nel tempo

La domanda di ricarica può aumentare dopo l’entrata in funzione delle prime postazioni. Per questo è utile evitare un progetto che dimensioni cavidotti, quadro o distribuzione elettrica esclusivamente sul numero iniziale di colonnine senza analizzare possibili ampliamenti. Una progettazione scalabile può predisporre spazi e infrastrutture affinché l’aggiunta futura di altri punti sia più semplice. Pianificare l’espansione non significa installare subito più stazioni, ma evitare che il primo intervento renda difficile il secondo.

Anche i sistemi di gestione della potenza possono diventare rilevanti quando più veicoli vengono collegati contemporaneamente. Alcuni dispositivi della gamma Holity prevedono funzioni di controllo dinamico che consentono di adattare l’erogazione alle condizioni dell’impianto. La convenienza di queste soluzioni deve comunque essere verificata sul progetto complessivo e sul numero di postazioni previste. Per un ente è spesso più utile ragionare sulla crescita del sistema nel suo insieme che scegliere ogni colonnina come installazione isolata.

La scelta finale deve considerare hardware, servizio e gestione

Prima di richiedere un preventivo è opportuno definire posizione, numero di stalli, utenti previsti, tempi medi di sosta, potenza disponibile e modalità di accesso. Successivamente è possibile confrontare potenza delle prese, configurazione monofase o trifase, installazione a muro o al suolo, sistemi RFID, gestione dinamica e caratteristiche per l’uso esterno. Per i punti accessibili al pubblico devono entrare nella valutazione anche pagamento, trasparenza delle informazioni e gestione dei dati. La colonnina corretta è quella coerente con l’intero progetto, non necessariamente quella con le specifiche più elevate.

Holity, leader nelle forniture professionali per enti pubblici, aziende e strutture collettive, propone stazioni di ricarica con differenti potenze, sistemi di fissaggio e funzioni di gestione. Progettare delle colonnine ricarica enti pubblici significa quindi coordinare infrastruttura elettrica, spazio urbano, accessibilità, modalità di utilizzo e manutenzione futura. La documentazione tecnica del prodotto e la verifica del quadro normativo applicabile devono accompagnare ogni fase della scelta. In questo modo l’ente può costruire un servizio dimensionato sulle esigenze attuali senza perdere di vista evoluzione degli utenti e ampliamento della rete.